Cucina eoliana: la tradizione, tra sapori e profumi
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Cucina eoliana: la tradizione, tra sapori e profumi

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Cucina eoliana: la tradizione, tra sapori e profumi

Fragranze inebrianti, colori unici, sapori che riportano a tempi lontani: benvenuti alle Isole Eolie.

Trascorrere qualche giorno tra le meraviglie delle Sette Perle significa allontanarsi dal mondo circostante, disperdersi tra la bellezza della natura incontaminata e tornare indietro nei giorni e nei secoli.

Le Eolie regalano emozioni uniche. Non solo per i loro paesaggi, ma anche per la bontà che caratterizza i piatti della tradizione.

Ogni ricetta arriva al cuore prima di tutto per il suo profumo. La cucina eoliana si distingue per l’uso sapiente di erbe aromatiche come rosmarino, origano, basilico, aglio, menta e – sopratutto – capperi.

Il cappero eoliano è una costante all’interno delle portate isolane, perché riesce ad arricchire qualsiasi pietanza con il suo gusto intenso e raffinato.

Tipici anche i pomodorini “a pennula”, che si presentano con la loro caratteristica forma allungata e appaiono particolarmente dolci al palato.

Anche il formaggio di capra è una costante in tavola. È ancora preparato in modo tradizionale; il latte viene lavorato tra tini di legno e canestri di giungo, per poi passare tra le sapienti mani di chi da sempre produce formaggi di ottima qualità.

Il mare che circonda le Isole Eolie, inoltre, è dimora di innumerevoli specie ittiche, che diventano protagoniste di deliziose ricette da gustare in compagnia, con il rumore del mare in sottofondo e un buon bicchiere di vino.

E, a proposito di vino, la Malvasia da pasto è molto apprezzata, con quel suo gusto dolce e ammaliante. Ancora più conosciuta è la versione liquorosa, definita “il nettare degli dei”, perfetta da assaporare insieme ai tipici dolci isolani come i “gigi”, i “nacatuli”, i “sesamini” e i “pasticciotti” di zucca.

Cucina eoliana: la storia

La cucina eoliana ha radici antichissime. La sua storia comincia ai tempi dei greci, che introdussero l’arte della vinificazione, e si sviluppa per 2000 anni.

Ai romani si deve invece l’uso dei legumi. A cambiare radicalmente la storia della tavola eoliana, però, furono gli arabi, che introdussero una ricca lista di alimenti tra le pietanze generalmente consumate alle Eolie.

Sono stati proprio loro a tramandare tecniche di preparazione ancora in uso, come la carne allo spiedo e i cibi ripieni, insieme alla combinazione di noci, pinoli e uvetta.

Qualche tempo dopo toccò ai normanni. A loro si deve il baccalà essiccato, mentre gli spagnoli importarono diversi ingredienti provenienti dal Nuovo Mondo.

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